[...] ma io credo che sarebbe un passatempo molto più nobile se andassimo a caccia di noi stessi.
Volgi il tuo occhio all'interno e scoprirai migliaia di regioni nel tuo cuore, vergini ancora.
Viaggiale tutte, e fatti esperto in cosmografia interiore.
Per quanto misera sia la vostra vita, affrontatela e vivetela; non evitatela, né insultatela.
Essa non è cattiva come voi.
Sembra poverissima quando voi siete ricchissimi. Un brontolone troverà qualcosa che non va persino in paradiso. Amate la vostra vita, per quanto povera essa sia!
Forse potete trascorrere qualche ora piacevole, eccitante e meravigliosa, anche in ospizio.
Il sole che tramonta è riflesso con la stessa lucentezza sia dal palazzo d'un ricco che dalle finestre dell'ospizio.
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venerdì 31 marzo 2017
martedì 28 marzo 2017
Capitolo 10: Baker farm
Alzati libero da cure, prima dell'alba e cerca l'avventura.
Che il mezzogiorno ti trovi presso altri laghi e che la notte ti sorprenda dovunque a tuo agio. Non esistono campi più ampi di questi, né selvaggina più degna di quella che qui puoi godere.
Cresci selvaggio, seconda la tua natura, come questi carici e questi felceti che non diventeranno mai fieno inglese.
Fà sì che guadagnarsi da vivere non sia un mestiere ma un divertimento. Godi della terra, senza però possederla.
Dovremmo tornare a casa da lontano, da avventure e pericoli e scoperte, ogni giorno con esperienze e caratteri nuovi.
Che il mezzogiorno ti trovi presso altri laghi e che la notte ti sorprenda dovunque a tuo agio. Non esistono campi più ampi di questi, né selvaggina più degna di quella che qui puoi godere.
Cresci selvaggio, seconda la tua natura, come questi carici e questi felceti che non diventeranno mai fieno inglese.
Fà sì che guadagnarsi da vivere non sia un mestiere ma un divertimento. Godi della terra, senza però possederla.
Dovremmo tornare a casa da lontano, da avventure e pericoli e scoperte, ogni giorno con esperienze e caratteri nuovi.
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venerdì 24 marzo 2017
Capitolo 5: La solitudine
Trovo salutare restare solo per la maggiorparte del tempo.
Essere in compagnia anche dei migliori, provoca subito noie e dispersioni.
Amo restare solo.
Non trovai mai un compagno che fosse tanto buon compagno della solitudine.
Per la maggior parte, noi siamo più soli quando usciamo tra gli uomini che quando restiamo in camera nostra.
Di solito la compagnia è troppo da poco.
Ci incontriamo a intervalli molto brevi, non avendo avuto il tempo di acquistare qualsiasi nuovo valore reciproco.
Ci incontriamo ai pasti tre volte al giorno e reciprocamente offriamo un nuovo assaggio di quel vecchio formaggio ammuffito che siamo.
Essere in compagnia anche dei migliori, provoca subito noie e dispersioni.
Amo restare solo.
Non trovai mai un compagno che fosse tanto buon compagno della solitudine.
Per la maggior parte, noi siamo più soli quando usciamo tra gli uomini che quando restiamo in camera nostra.
Di solito la compagnia è troppo da poco.
Ci incontriamo a intervalli molto brevi, non avendo avuto il tempo di acquistare qualsiasi nuovo valore reciproco.
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martedì 21 marzo 2017
Capitolo 2: Dove vivevo e perché
[...] un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.
Vivete quanto più indipendentemente potete, senza impegno alcuno.
Ogni mattina era un gioioso invito a condurre la vita con la medesima semplicità e, posso dire la medesima innocenza della Natura.
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Vis medicatrix naturae |
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martedì 7 marzo 2017
Mantenersi su questa terra
Ogni volta che ho incontrato un immigrante barcollante sotto un gran fardello che conteneva tutti i suoi averi, simile a un enorme bulbone cresciutogli sulla nuca, l'ho sempre compatito, non perchè solo quello fosse tutto il suo avere, ma perchè aveva TUTTO QUELLO da portare con sè. Se dovessi trascinarmi appresso la mia trappola, mi preoccuperei di farla leggera e che non mi pizzicasse in parte vitale.
In breve io sono convinto, sia per fede che per esperienza, che mantenersi su questa terra non sia una cosa ardua ma un passatempo, se si vive con saggezza e semplicità.
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giovedì 29 dicembre 2016
Imparai che
La vera semplicità e nudità della vita dell'uomo nelle età primitive implicavano questo vantaggio per lo meno: lasciavano l'uomo ospite della natura.
Ma ahimé gli uomini ora sono diventati strumenti dei loro strumenti. L'uomo, che quand'era affamato coglieva i frutti liberamente, è diventato contadino; e quello che, per riposare, si stendeva sotto un albero, è diventato il guardiano della propria casa.
Questo gettar via la maggior parte della vita umana guadagnando danaro per godere di una libertà piuttosto dubbia nel periodo meno prezioso dell'esistenza, mi fa ricordare quell'inglese che andò in India a fare fortuna per poi tornare in Inghilterrra a fare la vita del poeta.
...imparai che, se ognuno vivesse in semplicità e consumasse solo il proprio raccolto senza coltivarne più di quanto non ne mangi, o senza cambiarlo con un'insufficiente quantità di cose più costose o di lusso, basterebbe coltivasse solo poche pertiche di terra:
imparai anche che gli sarebbe più conveniente vangare invece arare coi buoi e scegliere di volta in volta un terreno nuovo invece che concimare quello vecchio, e che potrebbe fare i lavori della fattoria nelle ore libere dell'estate e con la mano sinistra per così dire, e in tal modo non sarebbe legato a un bue o a un cavallo, o a un porco o a una mucca, come egli è ora.
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