martedì 21 marzo 2017

Capitolo 2: Dove vivevo e perché

[...] un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.
 Vivete quanto più  indipendentemente potete, senza impegno alcuno.
 Ogni mattina era un gioioso invito a condurre la vita con la medesima semplicità e, posso dire la medesima innocenza della Natura.

Vis medicatrix naturae

             Rinnovati completamente, ogni giorno, fallo ancora e ancora, e ancora e per sempre.


domenica 19 marzo 2017

Che cosa ti manca?


Questa era una cosa che volevo fare da molto tempo; ho preso tutti i trucchi accumulati in vent'anni, (alcuni regali da persone che evidentemente volevano vedermi in modo diverso e non gli andava bene come ero, altri comprati da me perchè avevo la mer## nel cervello, convinta di averne bisogno) e li ho usati per fare questo disegno

Grow wild according to your nature


"Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo
ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che
mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere
quello di credersi grande di una grandezza latente"


martedì 7 marzo 2017

Mantenersi su questa terra


Ogni volta che ho incontrato un immigrante barcollante sotto un gran fardello che conteneva tutti i suoi averi, simile a un enorme bulbone cresciutogli sulla nuca, l'ho sempre compatito, non perchè solo quello fosse tutto il suo avere, ma perchè aveva TUTTO QUELLO da portare con sè. Se dovessi trascinarmi appresso la mia trappola, mi preoccuperei di farla leggera e che non mi pizzicasse in parte vitale.

In breve io sono convinto, sia per fede che per esperienza, che mantenersi su questa terra non sia una cosa ardua ma un passatempo, se si vive con saggezza e semplicità.




domenica 15 gennaio 2017

AUT-AUT


Immagina un capitano sulla sua nave nel momento in cui deve dar battaglia; forse egli potrà dire, bisogna fare questo o quello; ma se non è un capitano mediocre, nello stesso tempo si renderà conto che la nave, mentre egli non ha ancora deciso avanza colla solita velocità, e che così è solo un istante quello in cui sia indifferente se egli faccia questo o quello. Così anche l'uomo, se dimentica di calcolare questa velocità, alla fine giunge un momento in cui non ha più la libertà della scelta, non perché ha scelto, ma perché non l'ha fatto, il che si può anche esprimere così: perché gli altri hanno scelto per lui, perché ha perso se stesso.

La difficoltà della scelta è che l'intervallo di tempo per cui quella scelta è davvero opera nostra è così ridotto che è impossibile da cogliere; passato quell'intervallo la scelta è ormai compiuta, non da noi, bensì dalle circostanze, dagli altri, dal tempo.
Come un naufrago nel mare, che egli decida di non decidere (stare fermo) o scelga una direzione verso cui nuotare, il mare ha in serbo per lui un'altra scelta, contro cui lottare è inutile.

Esistere significa “poter scegliere”; anzi, essere possibilità. Ma ciò non costituisce la ricchezza, bensí la miseria dell’uomo. La sua libertà di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all’alternativa di una “possibilità che sí” e di una “possibilità che no” senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell’altro.

Aut-Aut, o questo, o quello, finchè non scegli tutto è possibile, è questo che rende scegliere così difficile.

giovedì 29 dicembre 2016

Imparai che


La vera semplicità e nudità della vita dell'uomo nelle età primitive implicavano questo vantaggio per lo meno: lasciavano l'uomo ospite della natura.
Ma ahimé gli uomini ora sono diventati strumenti dei loro strumenti. L'uomo, che quand'era affamato coglieva i frutti liberamente, è diventato contadino; e quello che, per riposare, si stendeva sotto un albero, è diventato il guardiano della propria casa.
Questo gettar via la maggior parte della vita umana guadagnando danaro per godere di una libertà piuttosto dubbia nel periodo meno prezioso dell'esistenza, mi fa ricordare quell'inglese che andò in India a fare fortuna per poi tornare in Inghilterrra a fare la vita del poeta.
...imparai che, se ognuno vivesse in semplicità e consumasse solo il proprio raccolto senza coltivarne più di quanto non ne mangi, o senza cambiarlo con un'insufficiente quantità di cose più costose o di lusso, basterebbe coltivasse solo poche pertiche di terra:
imparai anche che gli sarebbe più conveniente vangare invece arare coi buoi e scegliere di volta in volta un terreno nuovo invece che concimare quello vecchio, e che potrebbe fare i lavori della fattoria nelle ore libere dell'estate e con la mano sinistra per così dire, e in tal modo non sarebbe legato a un bue o a un cavallo, o a un porco o a una mucca, come egli è ora.


martedì 27 dicembre 2016

Capitolo 1: Economia


Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.

L'opinione pubblica è un tiranno molto debole, paragonato alla nostra opinione personale.
Ciò che determina o piuttosto indica il fato di un uomo è l'opinione che egli ha di se stesso.
...peggio di tutto, però, è essere negrieri di se stessi.


E' già abbastanza faticoso dover domare e coltivare pochi piedi cubici di carne umana.


Vesti il tuo spaventapasseri con il tuo ultimo completo e mettiti nudo accanto a lui: chi non saluterebbe lo spaventapasseri per primo?
Dico: guardatevi da tutte le imprese che richiedono abiti nuovi, invece che nuovi indossatori.
La nostra stagione di muta, come quella degli uccelli, deve corrispondere a una crisi della nostra vita.